gentile attesa


Dopo ogni guerra

c’è chi deve ripulire.

In fondo un po’ d’ordine

da solo non si fa.

Wisława Szymborska

Riesco a vedere il pavimento, ho raccolto gli abiti, le coperte, i fogli di giornale, i libri, le sciarpe.

Riesco di nuovo a far scorrere le dita sulle mattonelle granulose. Sono ancora giallo ocra. Un pessimo colore, sempre odiato. Ma mi rincuora: almeno loro non sono cambiate. Pensa, da quanto tempo non vedevano il soffitto sopra di loro. Esattamente sopra.

Tanto per cominciare parlo di disordine. Anche nel senso più basso del termine, perché no? Non un disordine catastrofico come lo dipinge tua madre, un rimestio di oggetti vari. Un sottosopra. Sottosopra. Uno scambiare il soffitto col pavimento, terra con cielo. Veder sbiadire il confine del mondo all’orizzonte. Sottosopra. Capovolgere, travisare, non comprendere, trasformare. Come Kandiskij che una sera, rientrando nel suo studio, nota un suo quadro, seminascosto in una zona d’ombra. Avvicinatosi per guardarlo meglio, si accorge che la tela era capovolta: quello che lo aveva impressionato non era la scena rappresentata, ma la disposizione dei colori e delle linee e i loro rapporti. Sottosopra. Sconvolto, turbato, alla rovescia. Tendenza umana a deformare la personale visione del mondo fino a lasciare ogni contatto con l’originale. Lento processo di costruzione, di assemblaggio. Ritagli di riflessione, pennellate larghe di compassione, collage di scuse e giustificazioni. Alle prese con una cera malleabile, accondiscendente e molle. Passiva. Insaziabile demiurgo della vita altrui. Nelle notti si accumulano gli scarti sul pavimento, i giorni a seguire si affacciano a origliare il mio arrabattare.

Ho così affogato il mio disordine nell’ordine delle cose. Ho curato le increspature della stoffa, l’inchiostro sbavato delle pagine. Ho tirato un filo, tessuto ragnatele come ancore di salvezza.

Mi sono gentilmente accomodata all’ultima estremità del filo e ho atteso il tuo egoismo.

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5 comments

  1. loltreuomo · aprile 13, 2012

    La foto è Gilber Garcin?

    • silviazordan · aprile 13, 2012

      Esatto 🙂
      trovo le sue foto incantevoli.

      L’effetto straniante dell’uomo calato nell’irreale. Stupendo.

  2. loltreuomo · aprile 13, 2012

    Prova qui http://loltreuomo.wordpress.com/2012/03/23/la-collera-divina/. E’ una delle mie preferite 😉
    Buona serata

  3. paolo · aprile 13, 2012

    Si, bella foto 🙂
    Mette un po’ di tristezza l’immobilismo della donna, spettatrice passiva di un giro della morte, che solo forse riunirà quel filo sottile di una vita in due.
    Ciao

    • silviazordan · aprile 13, 2012

      La donna non è mai passiva, tutto ciò che fa rimane dentro di lei, spesso in attesa che qualcuno si spogli del proprio egoismo e le chieda di far parte del suo disegno.
      Riunendo i due lembi del filo.

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