Forse vivere è questo


“Per un momento credevo di aver trovato la mia vocazione; credevo di aver capito che per curarmi dovevo curare gli altri, solo quelli “curabili” però, quelli che possono essere salvati, invece di tormentarmi perché non riesco a salvare il prossimo.
Allora cos’è, dovrei fare il medico? Oppure la scrittrice? In fondo è un po’ la stessa cosa, no?”

L’eleganza del riccio, M. Barbery

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7 comments

  1. valeprue · settembre 13, 2012

    “Allora cos’è, dovrei fare il medico? Oppure la scrittrice? In fondo è un po’ la stessa cosa, no?” è la mia filosofia di vita! 🙂

    • silviazordan · settembre 14, 2012

      Ho sempre creduto al potere benefico delle parole.
      Buona giornata! 🙂

  2. poemonapage · settembre 13, 2012

    Molto bello questo parallelismo… Mi fa riflettere (:

    Un bacio,
    Paola

    • silviazordan · settembre 20, 2012

      Lo trovo profondo e magnifico anche io.

      Buona giornata!
      Silvia.

  3. loltreuomo · settembre 13, 2012

    Indubbiamente una riflessione condivisibile…
    ciao

    • silviazordan · settembre 14, 2012

      Questo libro è stato una riflessione continua, necessita di lunghe pause.
      Di lunghi silenzi.

  4. cKlimt · agosto 25, 2013

    Vero … Lo trovo vero pure io.
    Il potere della parole non è una illusione è invece uno strumento reale, Talvolta sospetto che anche la condivisione, il piacere delle condivisione rientri in un istinto potente che abbiamo dentro: vorremmo salvare gli altri tramite ciò che abbiamo scoperto fa bene a noi. La Bellezza in ogni sua declinazione quando viene condivisa con altri non è forse questo tentativo di “curare” gli altri tramite ciò che solleva noi? Ma c’è un altro interrogativo che mi prende e mi rende inquieto: siamo sicuri che gli altri tutti gli altri desiderino essere salvati?

    Certe esperienze ci convincono di no. Per questo non si può ragionare in astratto ma caso per caso.
    Ecco perchè è perfetta quella frase …”solo i curabili, però, quelli che possono essere salvati”. Perchè ci sono persone che vivono in un penitenziario a loro insaputa, aggrappati a quelle sbarre che tolgono loro la libertà e davanti a questi i nostri tentativi sono vani, commoventi a volte ma anche ridicoli. Buona domenica intanto. Carlo

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