sottozero


Questa notte rimane qui.
Compagna paziente e silenziosa.
Deforma il tempo, svuota l’aria di ossigeno, appende cartoni alle finestre. Ora il buio è un solido aroma di vitalità. Entra dalle narici, prorompe nel respiro caldo e profondo. Un ricircolo d’aria, ma il ricircolo del mio essere dove si è inceppato? Ricordo notti senza lotte né trincee, ricordo bui vuoti e sottili da toccare con l’indice la torta senza sporcarsi di panna.
Questa notte rimane qui.
Seduta accanto al mio cuore degente, debilitato, pallido. Assiste al fluire lento delle mie fantasie, al prorompente spasmo dei miei progetti. Questa notte ha portato con sé la frenesia di vivere, mi ha chiuso gli occhi seguendo con i polpastrelli il vorticare senza pace delle mie pupille. Mi ascolterà sognare, col capo posato sul mio petto fino a negarmi il respiro. Affondando, inspirerò più forte la vita, spingendo nei polmoni questo buio solido e profumato.
Solo la brina dell’alba placherà il mio vivere di frenesia. Il respiro caldo e profondo scivolerà sui vetri, condensa del mio essere.
Coperta calda su queste ossa gelate, scioglierà i grovigli sparsi sulle lenzuola.
Mi riavvolgerò con meticolosa pazienza.
Foto di Kevin Millet

Foto di Kevin Millet

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