Ti do le stesse possibilità di neve al centro dell’inferno, ti va?


Foto di Maria Santoro

Foto di Maria Santoro

Le cadde lo sguardo su quello che rimaneva del suo riflesso:
un labbro dal carattere forte e due ciocche di capelli scomposte.

L’aria pesante e bagnata aveva lasciato qua e là specchi limpidi, colpiti da un chiarore insolito.

La luna, al suo posto, faceva bella mostra di sé a dispetto di Orione e Cassiopea.

In quell’istante le saltò in mente un desiderio. Senza stelle cadenti, senza notti di San Lorenzo, senza occasione. Non aveva mai creduto ai desideri. Ma le piaceva il cielo. Le piaceva pensare, sotto quel cielo.
E camminare, eccome se le piaceva.

Era una notte da lupi, da solitari, da abbandonati.
Il motore grugnì, allontanandosi.
Lei raccolse le sue braccia vuote e i frammenti di sé da una pozzanghera.

Lampadine a intermittenza si accesero poco distante.
La luna, al suo posto, si eclissò.

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