Non è niente


Foto di Steve McCurry

Non è niente.

La rivoluzione. Prima contro me, contro te in seguito. Bombe carta e motorini incendiati li lascio nel tg: io ti ho scagliato bombe al veleno, parole di fuoco. Sei stato il corpo del reato. Ed io avevo già alibi e difese da sfoggiare al momento dell’accusa.

Ma non è niente. Nessuna accusa. Nemmeno uno sputo in faccia. Solo timidi tentativi del tuo anonimo orgoglio, troppo timidi.

Cos’era quell’addio? Spietato come salire su un treno e non tornare, sfinito come fare le valige e sbattermi la porta, violento come baciarmi o spararmi sulle labbra.

Sono rimasta fuori e già ti aspettavo. Tu che mi allontani per dovermi poi riavvicinare. E mi usi o ti uso, ancora non so. Una gomma da masticare lasciata sotto il banco. L’unica novità che mi concedi è immaginare con quale scusa avrai bisogno di me. Di nuovo.

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