più che un nascondersi, era un assorbirsi.


e ascolto.
anche quando a parlare è una fotografia, in bianco e nero, ferma, inchiodata.
o un libro aperto nella frenesia delle sue pagine.

e ascolto.
anche quando non c’è più nessuno a parlare, più nessuno a piangere, a cantare.

e ora qui ti ascolto strappare i tuoi mille passati,

ti ascolto sparare in volo ai baci lasciati indietro, annegare le tue stelle cadenti nella luna del pozzo.

ascolto,
quando non si aspettano risposte
quando non si vogliono risposte.

la mia faccia pulita nelle tue mani dolenti,

le miei mani gelate sulle tue labbra frementi.

e ascolto.
ora il battito del cuore si fa cadenzato, languido, sommesso.
Adesso la neve cadrà sul tuo cuore.
Un’altra tramontana sferzerà le tue guance.
Le mie mani saranno già lontane.

appena più in là, ti ascolto.
Fuori da qui.

Foto di Lilla Conti

“La cosa che mi interessava di più era la sensazione che la figura, più che nascondersi da se stessa, fosse assorbita dall’atmosfera, fitta e umida.” (Francesca Woodman)
Foto di Lilla Conti

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