La tua carne buona


Io non amo come l’amore ama.
Uno specchio rotto, un riflesso discontinuo.
Il bacio e lo schiaffo.
La porta,
Poi le mani sul tuo viso.
Lo strappo nel cielo,
Il tarlo nei banchi della chiesa.

Guarda le mani,
Guarda cosa non riesci a trattenere.
Guarda quegli occhi.

Stringere il vento
Abbracciandomi al nulla.
Tre volte nel vuoto,
Inciampando.

Di nuovo fantasmi
E volti conosciuti.

Sottile la voce affila le sue lame

Un cuore docile sul piatto d’argento.
Amore asettico, senza dolore

Pulsa violento,
Soffice muore

Aspettando di nuovo
Il placarsi del vento.
Amandosi infondo
Contando le ore.

 

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