Duri a sciogliersi

l'arte di sciogliere i nodi

 

Ho sempre seminato più nodi che tagli, più silenzi che rancori.

Non sono notti facili da quando ho lasciato te, scegliendo me.
Era molto più facile amare un altro piuttosto che me stessa.
Ed il tuo amore, io, lo sento ancora… Era il mio che tardava ad arrivare.
Ho aspettato che sfiorissero i fiori mai regalati, che terminassero i viaggi mai prenotati, che arrivassero treni mai partiti. Ho aspettato il niente, e il niente, alla fine, è arrivato.
Il niente dei miei occhi di fronte ad altri due occhi, più belli, più blu, ma sempre niente sono.
Non ho fatto nessuna di quelle cose inutili che si fanno per riempire un vuoto. “Riempire un vuoto si può”, ma questo vuoto non lo voglio ancora colmare.
Questa volta ho scelto il taglio, ma il nodo è rimasto in gola, forse appena sopra lo stomaco. Fermo lì.
Questa volta tu stai ancora aspettando il nodo e allontani lo sguardo dalle forbici che ho in mano.

Ma il taglio mi ha lasciato il tuo sguardo d’accusa, tremante, violento. La tua voce a pezzi, distrutta, raccolta a fatica dal prato.

Mi piace pensare a chi domani stringerà altri nodi, nodi forti ed eterni.
Mi piace pensare a chi ricucirà dove io ho tagliato e amerà dove io ho vacillato.

Lasciami sola qui, tra queste lame. Le forbici cadono, si divaricano all’infinito.
In fondo il destino di una forbice è unire e separare i suoi estremi.
È il loro scopo.

Che inutile scopo.

senza più spine

Laura Makabresku

 

 

Rose galleggiavano sui suoi fianchi

acqua lungo le spalle,

dentro i capelli.

 

Labbra baciavano i suoi occhi

mani bagnavano quel viso.

 

E di nuovo rose annegavano sotto i suoi passi

e baci fiorivano sopra la pelle.