Suppose it is meal.


Foto di Laura Makabresku

Foto di Laura Makabresku

Prendi uno spazio. Prendi pure gli estremi della tua mano.

Metti pure che puoi farci entrare il mio viso. Metti che

[quello spazio]

sia la tua coppa di vino che è voluttà e ingordigia. Metti che sia pane

e quel pane farina e acqua che sono terra e cielo.

E anche una spiga, più forte radicata a terra e più violentemente

svilita dal vento. Metti che

[quello spazio]

sia il gambo della mia rosa, il mio corpo di spine. Metti che sia il tuo viso

avvizzito e sfigurato.

Autoritratto di sangue.

Prendi queste spine, scavate dalla mia pelle alla tua. Metti che cadano

ai tuoi piedi, dentro questo bocciolo di pensieri.

Metti questo spazio che è la distanza dal mio neo all’incrocio delle labbra

che è la distanza delle tue dita sugli estremi delle mie labbra.

che è lo spazio

inesistente tra te e

me.

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