Anniversario

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Lei sfioriva nella sua camicetta di seta profumata, mantenendo la golosità infantile di immergere il dito nella panna.
Lui si nascondeva ancora dietro una cravatta blu, troppo elegante e gualcita da manager in pensione.
Si osservavano nell’autunno delle proprie vite, l’una abbandonandosi al vento come foglia secca, l’altro sfidando il tempo e le sue intemperie, senza, ormai, troppa convinzione.

Non c’è più molto da rimediare, di frasi da ripetere, di scuse da recitare o silenzi da colmare. Non rimane molto da guardare, un corpo esile eppure così pesante sotto gli occhi tristi, velati dagli anni e dal troppo aspettare. Non restano storie da ascoltare, se non quelle che ormai, che tu lo voglia o meno, sono cresciute con te, bagaglio della tua memoria, insegnamenti che ora non accetti, e forse mai lo farai.

Il silenzio delle troppe cose dette con arroganza, delle troppe poche con affetto. Il silenzio resta, e resterà.

La vita è così grande che quando sarai sul punto di morire, pianterai un ulivo convinto ancora di vederlo fiorire.