ricordo a malapena quale nome ho: A.R.

Foto di Walter Valentini

Foto di Walter Valentini

 

Me ne andavo, i pugni nelle tasche sfondate;
E anche il mio cappotto diventava ideale;
Andavo sotto il cielo, Musa! ed ero il tuo fedele;
Oh! quanti amori splendidi ho sognato!

I miei unici pantaloni avevano un largo squarcio.
Pollicino sognante, nella mia corsa sgranavo
Rime. La mia locanda era sull’Orsa Maggiore.
– Nel cielo le mie stelle facevano un dolce fru-fru

Le ascoltavo, seduto sul ciglio delle strade
In quelle belle sere di settembre in cui sentivo gocce
Di rugiada sulla fronte, come un vino di vigore;

Oppure, rimando in mezzo a fantastiche ombre,
Come lire tiravo gli elastici
Delle mie scarpe ferite, un piede vicino al cuore!

 

amo tutto quello che la vita mi offre

Mi spingi oltre i miei limiti
e sento di vivere appieno la mia stessa vita,
in te ho incontrato me stesso
e ho guardato oltre,
oltre ogni inimmaginabile limite.
Ho guardato nel profondo dei tuoi occhi
cercando di comprenderti
ma, ho visto tutto quello che di me
mai avrei voluto vedere.
Ho visto la mia fragilità e la mia insicurezza
i miei sensi di colpa e i miei complessi
le mie paure e la mia insofferenza
ho visto le mie tenebre e i miei demoni
allora, ho guardato ancora oltre
e nel profondo del mio cuore, un mare in tempesta,
un oceano immenso dove tuffarsi e perdersi
e lì nel profondo della mia anima ho compreso!
Ho provato piacere e orgoglio
nel capire quello che oggi provo
nel sapere chi oggi sono veramente
adesso so che amo le cose belle
so che amo tutto quello che la vita mi offre
e una di quelle sei tu.

Undici minuti,

Paulo Coelho

Domenica

Domenica.

Respiro impegnato.

Pesantezza del cuore.

Avevo ragione, ci siamo scontrati all’angolo, ma tu mi hai preceduto.

Hai preceduto il mio passo, le mie parole, i miei pensieri, la mia calma nel salvarmi.

Mi hai scaraventato all’angolo, e con la mia inesistente opposizione,  hai posato le tue ruvide mani sui miei occhi.

Adesso mi sono ridata una spinta al cuore.

Il verde e il viola dei nostri giacchetti si sono fusi lasciando un’intera, ed un’unica, ombra nera.

Cosa m’importa, alla fine, di salvarmi?

Mi basta leggere la nostra immagine sull’asfalto.

[L.]