scorze di uomini

E’ che l’amore è una parola strana:
Vola troppo.

Andrebbe sostituita. ‘L’amore’…
Non sarebbe meglio chiamarlo…..’La cosa’?
Potrebbe diventare più concreto, più duraturo.
All’inizio lei…io l’amavo.
Sì, voglio dire avere quegli attimiintensissimi,
che sembra lascino dei segni profondi, importanti.
Ma ‘La cosa’ non è questo.
O meglio, non è solo questo.
‘La cosa’ è trasformazione, percorso, crescita insieme…
E’ un patto di sangue stipulato tra due persone e forse,
prima ancora, dal destino.
‘La cosa’?…è l’amore.
No, è un’altra qualità dell’amore.
Una qualità che non rimpiange gli attimi perché diventa la vita.
Non so se avrò mai la fortuna di farlo, questo patto di sangue.
Forse ci vorrebbe un uomo.
Cento volte ho provato a cambiare.
A ricominciare da capo. A reincarnarmi.
Ma mi sono sempre reincarnato…senza di me.
Ecco, senza avere avuto una realtà, io passo evanescente
tra i sogni di alcune donne che non hanno avuto la possibilità di completarmi.
Ci sarà senz’altro il modo di fare….’La cosa’!
Altrimenti il nostro destino è quello di essere delle scorze di uomini…
Sì, degli involucri…mai delle persone.
Magari dei personaggi….personaggi affascinanti, simpatici anche….mai persone.
Ma se è così…l’amore non sarà mai….’materia’, ‘terra’, ‘cosa’……
Sarà sempre una parola che vola….
Una farfalla che ti si posa un attimo sulla testa…..
E ti rende tanto più ridicolo quanto maggiore è la sua bellezza…

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Per il resto non è bello ciò che è bello, è bello ciò che ha audience.

Ma sì, in questo spappolamento generale, politica, cultura, spettacolo, tutto, non sono le idee che contano, no, non è la visione delle cose, no, non è la qualità dell’impegno, no: è l’astuzia del mestiere, è la bravura che conta, ma che dico la bravura… che conta… che conta… è l’audience!
Si fanno le statistiche, i sondaggi di opinione, le indagini di mercato e alla fine… hit-parade! Chi è in testa è più bravo, eh!
Pertini è primo da duecentoventi settimane. Wojtyla resiste al secondo posto incalzato dalla Carrà che è in netta ascesa. Baudo è stazionario. Seguono Craxi e Carmen Russo a pari merito.
Ma sì, ma sì, è inutile stare ad andare tanto per il sottile, è inutile stare lì a valutare la gente per quello che dice, per quello che fa, per come si comporta, ma chi se ne frega, l’importante è l’indice d’ascolto, l’importante è avere dietro le masse.

 

Ecco, così: quattro deficienti.

Che faccia! Gli specchi non servono a niente. Non hanno tatto, sono maleducati. Dovrebbero riflettere un po’ prima… prima di riflettere la mia immagine. Io non sono mica così, almeno credo.
Intanto sono meno piatto. Il naso lì per esempio non sporge, non risulta. È un tutt’uno con la faccia. Non sono mica un pugile! Per potermi vedere bene ci vorrebbero uno, due, tre, quattro specchi. Ecco, così: quattro deficienti.
Che faccia… io da sempre ho questa dominante verde che un po’ mi preoccupa. Non sarà mica il fegato?.. No, ho fatto tutte le analisi. Mi hanno detto: “sano come un pesce”. Approssimativi. Casomai “sano come un ramarro”!
E poi cosa si può vedere da una faccia ferma! Bisognerebbe riuscire a vedersi… in azione. E allora tenti qualche espressione, qualche atteggiamento, ti muovi, ti agiti, piangi, ridi, eh, eh, eh… che se poi magari uno ti vede da fuori dice: “Ma cosa fa quel narcisone davanti allo specchio?”. Come “Cosa faccio?”. Provo le mosse, come Little Tony! Cerco di vedermi in movimento. Per te è facile sapere come sono io perché mi vedi da fuori. Tu lo sai come sono io ma non sai come sei tu. Ignorante!
Maledizione, ognuno di noi sa benissimo come sono gli altri ma non sa com’è lui… voglio dire, come appare fisicamente. E questo è un disagio, perché tu puoi percepire la tua immagine soltanto negli occhi degli altri.
Se per esempio una donna che ti piace ti rimanda di te un’immagine un po’ schifosa, tu a poco a poco ti convinci che fai schifo. E questo è un dolore.
Se invece una donna che ti piace ti dice coi suoi occhi che tu sei un uomo meraviglioso, il migliore di tutti… tu perdi la testa e le giuri amore eterno. E questa è una tragedia.
Ma a parte i fatti personali che ognuno c’ha i suoi, ogni mattina ti alzi, ti ritrovi davanti allo specchio e ti chiedi come sei.
Ebbene: non lo saprai mai.
Ma basta! Basta con questa esagerata attenzione all’estetica. L’importante è sapere quel che succede, capire la realtà che ci circonda, l’importante è sapere come va il mondo, eh. E per sapere come va il mondo…

questo sfoggio di giocare all’uncinetto con le opinioni

E poi e poi e poi
e poi e poi
faccio fatica anche a parlare
non ne ho voglia
non so neanche decifrare
questo gran rifiuto che io sento
non so se è un odio esagerato
o un grande vuoto
o addirittura un senso di sgomento
di disgusto che cresce
che aumenta ogni giorno
mi fa male tutto quello che ho intorno.

E poi e poi e poi
questo gran parlare
che mi viene addosso
bocche indaffarate,
volti da rubriche di successo
eterne discussioni
sono innocue esibizioni, ma fa effetto
questo gusto, questo sfoggio
di giocare all’uncinetto con le opinioni
sono stanco vorrei andarmene lontano
ma purtroppo mi ci invischio
ogni volta mi accanisco
è una droga, non ne posso fare a meno.
E poi e poi e poi
e poi e poi…

Ci siamo noi, un uomo e una donna
con tutte le nostre speranze, le nostre paure
che a fatica ogni giorno cerchiamo di capire
cos’è questa cosa che noi chiamiamo amore.

E poi e poi e poi
è un gran bombardamento di notizie
la vita è piena di ingiustizie
di soprusi veri
devi dare una mano
non puoi tirarti fuori
devi andare a votare, poco convinto
devi fare il tuo intervento
devi partecipare
a questo gioco di potere
sempre più meschino e scaltro
e tutto quello che io sento
è qualcos’altro
è qualcos’altro.
E poi e poi e poi
e poi e poi…

Io e lei, un uomo e una donna
in cerca di una storia del tutto inventata
ma priva di ogni euforia e così concreta
che intorno a sé fa nascere la vita.

E poi e poi e poi
non saremmo più soli io e lei
finalmente coinvolti davvero
potremmo di nuovo guardare il futuro
e riparlare del mondo
non più come condanna
ma cominciando da noi
un uomo e una donna.

E riparlare del mondo
non più come condanna
ma cominciando da noi
un uomo e una donna.


 

 

Secondo me una donna è donna da subito.





Secondo me all’inizio di tutto c’è sempre una donna.
Secondo me una donna è donna da subito. Un uomo è uomo a volte prima, a volte dopo. A volte mai.
Secondo me una donna è coinvolta sessualmente in tutte le vicende della vita. A volte persino nell’amore.
Secondo me una donna innamorata imbellisce. Un uomo… rincoglionisce.
Secondo me in un salotto quando non c’è neanche una donna è come recitare in un teatro vuoto. Se invece non c’è neanche un uomo, tra le donne si crea una complice atmosfera di pace. Appena arriva un uomo è la guerra.
Secondo me un uomo che si vanta di iniziare le donne ai piaceri dell’amore è come il turista che mostra alla guida le bellezze della città.
Secondo me per una donna che non ha fortuna in amore non si può usare il termine “sfigata”.
Secondo me un uomo che dice di una donna “quella lì la dà via” meriterebbe che a lui le donne non gliela dessero proprio mai.
Secondo me una donna che fa l’amore per interesse è una puttana. Se lo fa invece perché le piace è… non c’è la parola.
Secondo me una donna che dice a un uomo con cui sta facendo l’amore “Come con te con nessuno” andrebbe comunque arrestata per falsa testimonianza.
Secondo me le donne quando ci scelgono non amano proprio noi… forse una proiezione, un’immagine, un sogno. Ma quando ci lasciano siamo proprio noi quelli che non amano più.
Secondo me il primo maschilista è stato Dio che si è fatto uomo. Però io, se fossi stato Dio, non so se la donna l’avrei firmata.
Secondo me una donna che si offre sessualmente a un uomo ed è respinta rimane sconcertata. Non ci può credere. Il suo primo pensiero è che lui sia omosessuale, ma in genere questa versione non regge. E allora pensa: ‘Eh già, lui si difende… ha paura di essere troppo coinvolto emotivamente… oppure si sente bloccato dall’eccessiva eccitazione…’ Il fatto che lei possa non piacere è un’ipotesi che non può assolutamente prendere in considerazione.
Donna, l’angelo ingannatore. L’ha detto Baudelaire.
Donna, il più bel fiore del giardino. L’ha detto Goethe.
Donna, femina maliarda. L’ha detto Shakespeare.
Donna, sei tutta la mia vita. L’ha detto un mio amico ginecologo.
Secondo me una donna che oggi fa la madre di famiglia e rinuncia a lavorare, sbaglia. Se invece lavora e rinuncia a fare la madre di famiglia, sbaglia. Se cerca contemporaneamente di lavorare e di fare la madre di famiglia sbaglia. Sbaglia comunque. L’uomo invece non sbaglia mai. Sono secoli che sa quello che deve fare. Forse è per questo che è così intronato. O forse anche per qualche altra ragione…