Carne da accarezzare

villa gallipoli

 

Alcuni temporali

passano silenziosi,

ristagnano qui,

lividi e ingordi.

Portano via i bambini dal bagnasciuga

e adesso,

sono già altrove.

Alcuni temporali

passano così,

mentre corri a cercare riparo.

Passano così,

senza sciacquare la salsedine dalle spalle,

la sabbia dalle ginocchia.

Temporali che sfilano muti

senza neppure sfiorare l’asfalto.

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C’erano pareti altissime e io guardavo il cielo

Sempre ferma ad aspettarti.

Un passo più avanti di te.

Spalle fuori asse, collo avviluppato fin sopra i miei pensieri.

Dietro porte aperte, dentro stanze affollate, sopra strade trafficate.

 

Con una scusa, una piccola bugia. Sempre ferma.

Come se tutto passasse dalla feritoia di queste assi di legno ammuffito.

Come se il passato fosse ispirazione, o solo marciume.

Ricordo, o solo dubbio.

 

Sempre ferma ad aspettarti in questa casa senza tetto dove i pensieri continuano a salire.

Dentro quattro mattoni diroccati dove i passi non fanno altro che rincorrersi.

C’è un movimento verso te, come se dovessi alzare i talloni per riafferrare il filo.

 

Foto di Lilla Conti

Foto di Lilla Conti

 

 

 

Camminare è la regola

Non è importante la strada che abbiamo scelto. L’importante è camminare. Camminare è la regola.

”Dobbiamo abituarci all’idea: ai più importanti bivi della vita, non c’è segnaletica.” (James Dean)

Abbiamo vissuto uno di fianco all’altro tutta la giovinezza, ti hanno dato compiti e scadenze per metà della tua esistenza, era consigliabile non sgarrrare, tirare dritti. Tirare avanti. Era ammesso di tanto in tanto sbandare, ma l’andare fuori corsia non era possibile, avevano posto materassi per attutire i colpi. Un circuito di gomma piuma, insomma.

Ora è un flipper.

Uscito a gran velocità dalla corsia di lancio. La spinta che avevi accumulato sono aspettative, speranze, progetti, curiosità, sfide. Le hai costruite pazientemente nel lungo e diritto cammino. Pallina impazzita, bombardata.

“Perché a vent’ anni è tutto ancora intero, perché a vent’ anni è tutto chi lo sa.” (Francesco Guccini)

E’ il tempo di scegliere. E’ il periodo di costruirti, di mettere un mattone sull’altro. E’ un periodo ipotetico.

Non è importante l’altezza. L’importante è che la struttura sia solida. Dovrà contenere il coraggio e la paura, le vittorie e le delusioni, le certezze e le mancanze. L’importante è che la struttura sia solida, non rigida. Dovrà adattarsi ai cambiamenti, cambiare spesso umore, cambiare spesso idea. Piegarsi man mano che ti avvicini al cielo, man mano che ne riempi le forme. L’importante è la struttura. Non potrai rinnegarla, ci saranno aggiustamenti in corso d’opera, ci saranno deviazioni ma non sarà permessa la sua rovina. Non una pallina cadrà dalla sua sommità, saranno bolle di sapone. Solo verso l’alto.

Non accaparratevi la terra, amici! Non costruite in estensione. In metri quadri misureranno il vostro appartamento per apporvi una tassa. Conquistatevi il cielo! Come alberi: radici radicate a terra e rami aperti verso il cielo. E’ la struttura che conta.

“Tenetevi le ghiande, lasciatemi le ali!” (Grancesco Guccini)

“and taught her young
The only thing she’s need to carry on”

Vento d’estate.

Da qualche parte che non ricordo, non molto tempo fa ho letto un motto degli indiani d’America che diceva: “Prima di giudicare una persona cammina per tre lune nei suoi mocassini”. Mi è piaciuto talmente che per non dimenticarlo l’ho trascritto sul bloc-notes vicino al telefono. Viste dall’esterno molte vite sembrano sbagliate, irrazionali, pazze. Finché si sta fuori è facile fraintendere le persone, i loro rapporti. Soltanto da dentro, soltanto camminando tre lune con i loro mocassini si possono comprendere le motivazioni, ciò che fa agire una persona in un modo piuttosto che in un altro. La comprensione nasce dall’umiltà non dall’orgoglio del sapere.

[…]

Le cose che accadono non sono mai fini a se stesse, gratuite, ogni incontro, ogni piccolo evento racchiude in sé un significato, la comprensione di se stessi nasce dalla disponibilità ad accoglierli, dalla capacità in qualsiasi momento di cambiare direzione, lasciare la pelle vecchia come le lucertole al cambio di stagione.

[…]

Trovare scappatoie quando non si vuol guardare dentro se stessi è la cosa più facile al mondo.

Va’ dove ti porta il cuore,

Susanna Tamaro

Prendi forza
datti fiato
questo è il tempo di decidere:
vuoi davvero esistere
o soltanto sopravvivere?

le più inutili scuse

Gli stati d’animo (primo ciclo): “Gli addii” – Umberto Boccioni

Non ne ho la forza né la voglia di provarci
e neanche le ragioni,
altro che balle, sentimenti, tuffi al cuore…

Non lasciarmi andare via,

Roberto Vecchioni