Stelle nelle tasche più non ho

Mia Martini

 

Cantero’ – se vuoi – ma non credermi
Stelle nelle tasche piu’ non ho
E tu – non sai – volare piu’ – piu’ – piu’ in alto
Nel viso della sera che nasce
Sulla spiaggia coi falo’

Cantero’ – per noi – che non siamo piu’
piu’ forti – di quel po’ – di gioventu’
Che sta – bruciando dentro e poi – finira’
Nel viso della sera che nasce
Sulla spiaggia coi falo’

Dimmi che vuoi – che puoi – darmi felicita’
E sotto – la mia pelle nascera’
Per te un dolce fiume che – cantera’
La mia speranza d’esser donna
E la tua bocca poi lo berra’

Dimmi che il posto mio non sto per perderlo
Dentro la mia fiaccola tu sei
Ma se – non sai bruciare piu’ – resta ancora
Insieme canteremo e legnia
Porteremo al nostro falo’

Dimmi che vuoi – che puoi – darmi felicita’
Apri le tue braccia e se ne andra’
La mia tristezza finalmente sara’ un esplosione
Di stelle cadenti sopra i fuochi gia’ spenti dei falo’
Sole no! Non puoi – piu’ mandarci via
Rosso stai salendo sempre piu’
Lui sta dormendo il mare sa’ – quanto amore
Mi ha dato e mi dara’ rubando il viso di una sera

livido tonfo subacqueo dei battiti del cuore

Come al solito credeva che chiudere gli occhi le avrebbe permesso di prendere tempo, di riprendere fiato. Poi li riaprì e vedeva ancora l’onda lunga del mare. Come se nel tempo di un respiro fosse passata di lì una tempesta e questa fosse già la quiete dopo di essa. Camminava convinta di non lasciare tracce dietro sé. La sua mano cadeva fredda sul fianco, senza ostacoli. Poi l’acqua le cinse le ginocchia e le nuvole bianche le riempirono gli occhi. Il bianco si posava su ogni cosa, un foglio mai raggiunto dal colore, un foglio perfetto. Ma vuoto.

L’acqua aveva rallentato i suoi movimenti, ora abbracciava i fianchi. E quel bianco diventava silenzio, senza confini. Era presagio, senza sorpresa perché nulla di variopinto saltava all’occhio. Era attesa.

Ha preso le spalle. Scivola morbida sulla sua pelle, non lascia traccia di sé. Sposta i capelli con la sua dolcezza, conquista lentamente il collo. Chiuse di nuovo gli occhi per non lasciarsi accecare da quella luce. E si voltò.

Il bianco era diventato colore, carne, vita.

E lei lo baciò.

Foto Alessandro Pinna

Chi sa baciarsi il mare (“Lettere d’amore nel frigo”)

Pettinami i nodi nello stomaco fino a farli scomparire

“Ti resto a guardare
nel pieno di un giorno,
con il sole nel centro,
ti osservo per ore.

Ai tuoi modi di fare
non sembra che importi
il colore del vetro
e l’inganno che hai dentro

Al tuo cuore di pietra
non sembra che importi
il muro che ho dentro
e l’incanto che hai spento

Ti osserverò per ore e ti resterò a guardare.

E all’improvviso incroci il mio sguardo
e fissi un istante, quello che sarà per sempre
il tuo candido premio.

Ti osserverò per ore e ti resterò a guardare 
Ti osserverò per ore 
così come si osserva il mare.” 

Il colore del vetro,

Il Disordine delle Cose

tener su la vita con un paio di bretelle

Foto di Serena Remondini

“Come stai?”
È la frase d’esordio nel mondo che ho intorno
Tutto bene, ho una casa
E sto lavorando ogni giorno

Che cosa vuoi che dica? Di cosa vuoi che parli?
E’ il mutuo il pensiero peggiore del mondo che ho intorno
Tasso fisso, con l’euribor c’è chi sta impazzendo da un anno
Che cosa vuoi che scriva? Di cosa vuoi che canti?

Naaaa-na-na-na
Di com’è facile andare quando non sai guidare
Naaaa-na-na-na
Di com’è triste il Natale senza mio padre

Il calcio è la sola religione del mondo che ho intorno
Una pizza, una birra e poi andremo a ballare giù al mare
Che cosa vuoi che dica? Di cosa vuoi che parli?

Naaaa-na-na-na
Di com’è grande il mare quando non sai nuotare
Naaaa-na-na-na
Di come navigare al rallentatore

Forse dentro me cambiano le cose
Forse dentro me cambiano le cose
Dentro al mio giardino nascono le rose

Come stai,

Brunori sas