L’importante è finire.

Foto di Claudio Torrini

Foto di Claudio Torrini

 

Ho iniziato a dimenticare migliaia di fotografie scattate,

Ho iniziato a dimenticare centinaia di volti ed i loro nomi,

Ho iniziato a dimenticare decine di libri,

Ho iniziato a dimenticare un amore.

Quando il viandante canta nell’oscurità migliora il suo umore ma di certo non trova la strada.

Un colpo di costole

per non dover pensare al cuore

rigonfio di tutta la luce

della tua torcia.

Walter Valentini

quanto ancora questa lunga notte?

Lunga è la notte
e senza tempo.
Il cielo gonfio di pioggia
non consente agli occhi
di vedere le stelle.
Non sarà il gelido vento
a riportare la luce,
né il canto del gallo
né il piano di un bimbo.
Troppo lunga è la notte,
senza tempo,
infinita.

Lunga è la notte,

Peppino Impastato

E’ nato nella terra dei vespri e degli aranci, tra Cinisi e Palermo parlava alla sua radio.. 
Negli occhi si leggeva la voglia di cambiare, la voglia di Giustizia che lo portò a lottare.. 
Aveva un cognome ingombrante e rispettato, di certo in quell’ambiente da lui poco onorato.. 
Si sa dove si nasce ma non come si muore e non se un’ideale ti porterà dolore..


marea balenante

Si abbassa il tono di voce man mano che si alza quello del discorso.

Cala la luce sulla fronte, gli occhi inghiottiti da questa notte. Si scava più a fondo, si parla un po’ meno e il silenzio sa di attesa.

Perché di attesa si tratta, non c’è da raccontarsi bugie. Si alza il volto rannicchiato sulle ginocchia, sento abbassarsi lo sguardo.

Non ti vedo ma ti sto guardando.

Cresce da una macchina una musica di festa e sorrido della bassezza di certa gente. Bassezza di intelletto, intendo.

Tirò su le gambe penzoloni dal muretto, tiro giù dalle caviglie l’orlo dei jeans. Blocco un ciuffo biondo sfuggito al morso.

Dietro il volto in tempesta anche al buio vedo la tua immagine esatta.

Le parole che dilagano dalle nostre bocche hanno lasciato perdere il filo di un qualunque discorso.

Abbassi le difese, sollevi gli occhi su di me.

Occhi riflettono occhi.
Il buio non è così oscuro.

Siamo in piedi. In piedi davanti alla tempesta.

La marea cancellerà questi passi felpati.

Qualcosa d’immensa fuga,
che non se ne va, che graffia dentro,
qualcosa che nelle parole scava pozzi tremendi,
qualcosa che, contro tutto s’infrange, contro tutto, 
come i prigionieri contro le celle!

[P.Neruda]

Cantando marzo





Questa  pelle cede bianco a un cielo carta zucchero
vento inciampa nel mio biondo.
Come sul prato ondeggiano i miei riflessi.


Il sole c’è o non c’è
c’è luce qui dentro di me.

Silvia Zordan