Perché hai tardato tanto?

I giorni son sempre più brevi
le piogge cominceranno.

La mia porta, spalancata, ti ha atteso.

Perché hai tardato tanto?

Sul mio tavolo, dei peperoni verdi, del sale, del pane.Il vino che avevo conservato nella brocca
l’ho bevuto a metà, da solo, aspettando.Perché hai tardato tanto?

Ma ecco sui rami, maturi, profondi
dei frutti carichi di miele.

Stavano per cadere senz’essere colti
se tu avessi tardato ancora un poco.

 

Nazim Hikmet

 

Foto di Lilla Conti

Foto di Lilla Conti

 

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In questa vita devi vivere saldo

Ragazzo mio,
io non ho paura di morire.
Tuttavia, ogni tanto
mentre lavoro
nella solitudine della notte,
ho un sussulto nel cuore,
saziarsi della vita vita, figlio mio,
è impossibile.
Non vivere su questa terra come un inquilino,
o come un villeggiante stagionale.
Ricorda:
in questo mondo devi vivere saldo,
vivere
come nella casa paterna.
Credi al grano,
alla terra,
al mare
ma prima di tutto
all’uomo.
Ama la nuvola,
il libro
la macchina,
ma prima di tutto
l’uomo.
Senti infondo al tuo cuore
il dolore del ramo che secca,
della stella che si spegne,
della bestia ferita,
ma prima di tutto
il dolore dell’uomo.
Godi di tutti i beni terrestri,
del sole,
della pioggia
e della neve,
dell’inverno e dell’estate,
del buio e della luce,
ma prima di tutto
godi dell’uomo.

Non vivere su questa tera come un inquilino,

Nazim Hikmet

http://soundcloud.com/parolenote/nazim-hikmet-non-vivere-su

Prima che Parigi bruci

E’ ora.

Solo di questo continuo ad aver bisogno. Ci penso meno, mi concentro su altro, ma solo di questo ho bisogno. Come quando la bustina di tè rimane troppo tempo in infusione. Anche questa mancanza ha lasciato il suo alone. E io ho dimenticato di pensare a me stessa, mi sono circondata di nuove facce, le orecchie piene di fragorose risate, le mani calde su chilometri di pelle. Ho accantonato scatoloni su scatoloni con una leggerezza invidiabile, dato fuoco a fogli di parole, fatto tacere bocche, avrei anche potuto innamorarmi tanto sono stata sottile. Sottile a tal punto da scorrere in ogni spazio libero, adatta per ogni fessura, facile da stropicciare come la carta velina.

Il petto gonfio per chi, irriverente, mi confessa “Ti ammiro per come ti sei comportata” può durare al massimo qualche mese. Dopo di ché si rivela totalmente inutile. Ma per un po’ è servito anche quello.

Ora serve proprio questo. Ho riflettuto a lungo culla tipologia di persona ideale per un viaggio. Ma ci sono viaggi e viaggi. E questo lo farò da sola.

 

“Che poi non tutti arrivano ad un limite.”

“Io credo che invece ci si arriva, chi  prima chi dopo.
Il problema è che spesso si arriva al limite quando sparire per un viaggio non è più la soluzione…”

 

E poi, a voler guardare, ci sono limiti e limiti. Ad esempio un limite alla sopportazione e un limite di tempo. E spesso non coincidono. Rischi di scoppiare e non avere più a disposizione quel tempo per permetterti di staccare la spina. Read More