Sguardo e vene

SONO TANTO BRAVA

Sono tanto brava lungo il giorno.
Comprendo, accetto, non piango.
Quasi imparo ad avere orgoglio quasi fossi un uomo.
Ma al primo brivido di viola in cielo
ogni diurno sostegno dispare.
Tu mi sospiri lontano: “Sera, sera dolce e mia!”
Sembrami d’aver tra le dita la stanchezza di tutta la terra.
Non son più che sguardo, sguardo sperduto, e vene.

Sibilla Aleramo

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Ecco la mia verità

Rose calpestava

Rose calpestava nel suo delirio
e il corpo bianco che amava.
Ad ogni lividura più mi prostravo,
oh singhiozzo invano di creatura.
Rose calpestava,
s’abbatteva il pugno
e folle lo sputo
sulla fronte che adorava.
Feroce il suo male
più di tutto il mio martirio.
Ma, or che son fuggita,
ch’io muoia, muoia del suo male.

[Ho bisogno di essere necessaria ad un’altra creatura per vivere.

Ecco la mia verità]

Sibilla Aleramo

Amor[al]e

 

“Il tragico sta appunto nel fatto che io, donna alla massima potenza, ho fatto della mia vita il capolavoro che un uomo avrebbe fatto con la poesia.”

[Rosetta Martellini]