a forza di essere vento.

Foto di Lilla Conti

Foto di Lilla Conti

un tempo c’era il mare.
un mare verde
e papaveri che sbocciavano
come palloncini.

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Fuori dalla portata della nostra presenza

 

La stazione

Il mio arrivo nella città di N.

è avvenuto puntualmente.

Eri stato avvertito
con una lettera non spedita.

Hai fatto in tempo a non venire
all’ora prevista.

Il treno è arrivato sul terzo binario.
E’ scesa molta gente.

L’assenza della mia persona
si avviava verso l’uscita tra la folla.

Alcune donne mi hanno sostituito
frettolosamente
in quella fretta.

A una è corso incontro
qualcuno che non conoscevo,
ma lei lo ha riconosciuto
immediatamente.

Si sono scambiati
un bacio non nostro,
intanto si è perduta
una valigia non mia.

La stazione della città di N.
ha superato bene la prova
di esistenza oggettiva.

L’insieme restava al suo posto.
I particolari si muovevano
sui binari designati.

E’ avvenuto perfino
l’incontro fissato.

Fuori dalla portata
della nostra presenza.

Nel paradiso perduto
della probabilità.

Altrove.
Altrove.
Come risuonano queste piccole parole

Wislawa Szymborska

Con tanti nodi

Assediami.
Non abbassare le difese.
So tradire, correre dal nemico e portare la distruzione alle porte del tuo cuore.

Ho un cuore spietato sotto questa pelle incerta.
Un cuore estremo nell’amore e nell’abbandono.
Non lasciarmi spazio, tempo, aria. Non lasciarmi muovere.
Dissimula te stesso e rimani ancora qui. Il vapore sfuggito alle tue labbra, ai tuoi denti, mi ha intriso il cuore, il sangue, la pelle.

Legami i polsi contro i tuoi.
Rimani ancora qui. Baciami gli occhi, fissami nelle labbra. Non spostarmi i capelli, non ascoltare il ticchettio di questo ordigno.

di Martina Macci

Il cuore rallenta e la testa cammina

Ci sono coriandoli nella mia testa. Confessioni a voce bassa, bugie trascinate stanche e ormai poco credibili.

Ci sono baci come le molliche di pane rubate dalla tavola di un banchetto. Ci sono occhi freddi e poco lucidi, muti e poco presenti.

Sale un forte vento, sale dalla gola, da un respiro profondo prima di immergersi.

Si dispiega una lettera accartocciata, un biglietto di auguri. Una poesia. E leggere riposa le gambe, alleggerisce le ginocchia. Volendo anche il cuore. La fatica di camminare in direzione ostinata e contraria si fa sentire al terzo bicchiere di vino. La fatica di non avere una strada da scegliere o un paio di sigarette da aspirare e sputare fuori insieme alle preoccupazioni.

Passano i giorni, cristallizzando le tue scelte e anche le mie non-scelte. Passano i giorni su un cuore asettico, senza più fremiti. I giorni hanno cristallizzato anche lui.

Il tempo rende difficile la sopravvivenza dei legami, il ricordo delle promesse.

Non abbiamo rispettato ogni aspettativa. Non ti sei attenuto alla sincerità dei patti.

Non hai passato il turno.

A lungo andare rimarrà solo un libro di letteratura e un pensiero cancellabile.

E non saprò se davvero lo cancellerai.

E adesso aspetterò domani 
per avere nostalgia “

costretti a fare economia di emozioni

Voglio Tempo.

Ne ho una sete pazzesca.

Tempo in più.

Per amare, per sognare, per ricaricare le batterie. Tempo per scrivere, per lavorare, per emozionarsi. Tempo per me stesso, insomma. Per dormire, per giocare, per correre a perdifiato. Tempo per fermarsi, per guardare, per avere il piacere di ascoltare. Ore, minuti, secondi. Ne voglio il più possibile. Perché il Tempo non basta mai. È sempre pressante, non ti da mai tregua. Sfila via che non te ne accorgi mai. E io ne vorrei di più. Sempre di più. Vorrei una giornata di 36 ore, solo per me. Lo so, sarei comunque e sempre di corsa, mi ridurrei comunque e sempre all’ultimo momento. Ma, Dio, quante cose in più che potrei fare…

Il guaio, però, è che il Signor Tempo è avaro e non ti regala un secondo di più nemmeno per tutto l’oro di questo mondo. Così, ci si ritrova costretti a fare economia di emozioni, di sensazioni, di piaceri che, purtroppo, vengono sempre e solo dopo i doveri.

Allora cerco di sfruttare ogni minuto, ogni istante per fare quello che voglio, per emozionare il mio cuore, per potermi sentire vivo ad ogni mio singolo respiro.
Non è un’impresa facile, lo so. La stanchezza è sempre in agguato e ti assale sempre alle spalle.

Ma l’importante è provarci…